Gucci Cruise 2027 a Times Square: due giorni di prove per tre minuti di adrenalina
Due giorni di prove. Due giorni a capire dove posizionarmi, a studiare la luce di Times Square che non è luce, è un circo di neon e schermi giganti che decidono loro se sei un fotografo o un fantasma sottoesposto. Due giorni a fare avanti e indietro, a memorizzare angoli, a immaginare come si muoverà la passerella, a sbagliarmi, a ricominciare.
Times Square per una sfilata Gucci Resort è una di quelle cose che suonano benissimo quando le dici a cena. "Sì, sto lavorando a un Gucci, sai, Times Square." Poi arrivi sul posto e realizzi che stai cercando un angolo decente in mezzo a milioni di luci concorrenti, turisti con il selfie stick e un photo pit dove i colleghi si incastrano come sardine in scatola con le ottiche lunghe.
Ma eccoci qua, dopo le prove, dopo i sopralluoghi, dopo il momento in cui mi sono detto almeno quattro volte che avrei dovuto fare il ragioniere. Pronti. Si fa sul serio.
La sfilata sta per cominciare e Times Square, con tutto il suo caos assurdo, diventa improvvisamente il posto più giusto del mondo per quello che sta per succedere. È sempre così: arrivi stanco, un po' frastornato, e poi parte la musica e dimentichi tutto.
Ecco chi me l'ha fatto fare. Ogni volta.





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