Dolce & Gabbana: coralli e caos al Metropol

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Dolce & Gabbana: coralli e caos al Metropol

Il corallo non è solo un colore. Guardando sfilare questi capi mi rendo conto che è una struttura, un'architettura biologica che i tessuti cercano di replicare. Sovrapposizioni, ramificazioni, texture che si moltiplicano. La collezione Dolce & Gabbana è tutta qui: qualcosa di vivo che prova a diventare abito.

Il Metropol lo conosco metro per metro, ormai. Ci torno ogni stagione e ogni volta l'energia è la stessa: caotica, densa, con quella confusione di fondo che non accenna mai a calmarsi davvero. La gente si muove, le luci cambiano, i posti migliori vengono occupati e liberati in un ciclo continuo che non segue nessuna logica apparente.

Mi metto dove so che devo stare, aspetto che la luce faccia quello che deve fare, e cerco di non pensare al caos intorno. Il mio lavoro in queste situazioni è trovare un punto fermo dentro il disordine: un dettaglio di un abito, una silhouette che attraversa il campo, il modo in cui un tessuto ricamato risponde alla luce del Metropol.

I coralli, alla fine, stanno benissimo in questo contesto. Sono fatti per essere guardati da vicino, per rivelare qualcosa che da lontano non si vede. Questa è la sfida di oggi: portare a casa quel dettaglio, quella cosa minuscola e precisa che racconta la collezione meglio di qualsiasi immagine d'insieme.

Le foto venute bene le trovi su pietrodaprano.com. Le levatacce, il dietro le quinte e gli sbalzi d'umore, su Instagram: @pietro_daprano.

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