DSM Kei Ninomiya: quando il luogo è già un racconto

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DSM Kei Ninomiya: quando il luogo è già un racconto

C'è qualcosa di strano nell'aria ancora prima che inizi. L'ambiente in cui Kei Ninomiya sceglie di mostrare il suo lavoro non è mai neutro, non è mai solo uno sfondo. È parte del discorso, forse la prima frase del discorso. Oggi più che mai.

Il posto mi colpisce appena entro. Non riesco a definirlo subito, mi serve un momento per metabolizzarlo. C'è una densità nell'aria, qualcosa che preme. La luce non è quella delle sfilate normali, non è studiata per esaltare i colori o scolpire i volti. È una luce che chiede qualcosa a chi guarda.

Trovo la mia posizione e capisco che da lì devo costruire tutto. L'inquadratura non è libera, è condizionata dallo spazio, dalle strutture, da come si muovono le persone intorno a me. Va bene così. A volte il vincolo è la cosa più interessante che ti capita.

Le foto venute bene le trovi su pietrodaprano.com. Le levatacce, il dietro le quinte e gli sbalzi d'umore, su Instagram: @pietro_daprano.

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