Freccia Rossa per Parigi, ufficio temporaneo incluso
Il treno parte e io già apro il computer. La Freccia Rossa è il mio ufficio temporaneo da anni: ci faccio mail, archivio, a volte persino qualche selezione di scatti. Non è romantico come suona, ma funziona.
Sette ore fino a Parigi, arrivo alle 22:36. Non capisco perché abbiano tolto quello della mattina presto. Forse era troppo comodo, e il troppo comodo non si addice a questo mestiere.
Detto questo: sette ore di treno le scelgo qualsiasi giorno rispetto all'aeroporto. Sì, lo so. Più di vent'anni di sfilate, centinaia di voli, eppure ogni volta che mi presento al banco di accettazione con i miei bagagli a mano inizia la stessa storia. Perché i bagagli di un fotografo di sfilate non passano inosservati. Sono ingombranti, pesano, e danno nell'occhio in modo olimpionico. Risultato: mi fermano, mi pesano, mi fanno la faccia. Ogni. Santa. Volta. Ecco da dove viene l'ansia da aeroporto. Non è paura di volare, è paura del bancone del check-in.
Il treno, invece, non mi fa domande.
Arrivato a Parigi, una birra e a letto. Domani è una giornata lunga e lo so già adesso, mentre sento ancora le rotaie sotto i piedi.



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