TGV per Parigi: gnocco al pesto, carro bestiame e Wi-Fi fantasma

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TGV per Parigi: gnocco al pesto, carro bestiame e Wi-Fi fantasma

Uno gnocco al pesto al volo, consumato con la velocità di chi sa già che il treno non aspetta. Poi Porta Garibaldi, bagaglio, e si parte per Parigi. Questa volta TGV, perché sul Frecciarossa non ho trovato nulla. Trenitalia sta tagliando i collegamenti, a quanto pare. Non chiedetemi il perché: li trovo sempre strapieni, il che rende la cosa ancora più misteriosa.

Sono seduto, il viaggio è lungo. Sul tavolino ho il libro e il computer, e per qualche minuto resto lì a guardare entrambi come se la scelta fosse davvero complicata.

La noia arriva puntuale, ma fuori il panorama fa il suo dovere.

Il treno precedente al mio è stato cancellato per guasto. Risultato: tutti i passeggeri di quel convoglio finiscono su questo. Diventa un carro bestiame nel giro di una fermata.

Il Wi-Fi del TGV è una barzelletta. Per tutto il viaggio non ho avuto un minuto di connessione ininterrotta. Nemmeno uno.

Parigi, arrivo in orario. Una birra per scaricare il viaggio, attrezzatura sistemata per quello che mi aspetta domani, e a letto. La sveglia è già pronta: domani comincia l'Alta Moda. Ecco chi me l'ha fatto fare. Ogni volta.

Le foto venute bene le trovi su pietrodaprano.com. Le levatacce, il dietro le quinte e gli sbalzi d'umore, su Instagram: @pietro_daprano.

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