Tre sfilate, un ventilatore e un'entrecôte

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Tre sfilate, un ventilatore e un'entrecôte

Il ventilatore al collo è piccolo, tascabile, probabilmente ridicolo. Me ne frego: quando cammino verso il Cinéma du Panthéon per il primo show del giorno, quello di 3.PARADIS, almeno una parte di me è in pace con il mondo.

Il cinema è un posto strano per una sfilata. La luce è quella che è, lo spazio ti costringe a ragionare, e mi piace quando il set non è neutro, quando l'architettura ti mette un po' alle corde. 3.PARADIS fa il suo lavoro e io faccio il mio.

Dopo c'è Dior. Una villa, quella vera, con giardino e tutto quello che immagini: modelli a decine, spazio da gestire, luce che arriva da ogni parte. È uno di quegli show in cui il problema non è trovare il momento giusto, è non perdersene troppi mentre ne stai fotografando un altro.

Pausa pranzo. Rapida.

Poi Songzio, e qui succede una cosa che amo e detesto allo stesso tempo: i modelli sono ancora in fase di rodaggio sulla passerella, ci vogliono diversi giri prima che il ritmo si assesti. Io ne approfitto e apro il laptop. Editare mentre intorno a te qualcuno sta ancora imparando a camminare ha una sua logica assurda che dopo vent'anni trovo quasi rilassante.

La giornata finisce a cercare un'entrecôte decente. Priorità assoluta, negoziabile con nessuno.

Ecco chi me l'ha fatto fare. Ogni volta.

Le foto venute bene le trovi su pietrodaprano.com. Le levatacce, il dietro le quinte e gli sbalzi d'umore, su Instagram: @pietro_daprano.

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