Parigi a raffica: Issey, Yohji, Victoria e i giorni che non ho scritto

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Parigi a raffica: Issey, Yohji, Victoria e i giorni che non ho scritto

Sono stati giorni densi, forse troppo. Non ho aperto questo diario perché ogni sera che tornavo in camera avevo già dato tutto quello che avevo, e scrivere richiedeva un'energia che semplicemente non c'era più. Ma intanto le sfilate andavano avanti, e tra quelle che ho fatto in questo silenzio c'è una Tom Ford che mi è rimasta appiccicata addosso, bellissima, ne parlerò con le foto quando le posto. Oggi però si ricomincia, e si ricomincia in grande: Issey Miyake. La sfilata apre con un balletto, e non è una cosa ornamentale, è parte integrante di tutto. Poi arriva la collezione e il livello non cala. Certi show ti ricordano perché fai questo lavoro.

Lanvin nel pomeriggio. A volte le giornate hanno i loro alti e bassi e questa è una di quelle sfilate che scivola via senza lasciare graffi particolari. Non tutto deve essere un evento, e va bene così.

Poi Yohji Yamamoto. Il maestro. Con lui non c'è mai bisogno di grandi premesse.

La location è l'Hôtel de Ville, uno di quegli edifici di Parigi che ti fanno sentire piccolo nel senso buono del termine. Facciate, colonne, proporzioni fuori scala. Prima ancora di alzare la macchina fotografica stai già guardando.

Chiude Victoria Beckham. La giornata finisce qui, con questa foto che ho portato a casa. Ecco chi me l'ha fatto fare. Ogni volta.

Le foto venute bene le trovi su pietrodaprano.com. Le levatacce, il dietro le quinte e gli sbalzi d'umore, su Instagram: @pietro_daprano.